domenica 8 novembre 2009

L'osteria delle Donzelle, l'audioracconto.

Immaginate il mio volto che sorride felice. Ieri ho ricevuto una mail da Luigi Salerno. Da qualche tempo Luigi ha iniziato un esperimento, quello di pubblicare dei podcast (trasmissioni audio via internet) in cui narra dei racconti.

Ebbene, Luigi ha trovato il mio racconto, L'osteria delle Donzelle, l'ha letto e assaggiato... quindi ha deciso di usarlo come soggetto di uno dei suoi podcast.
Il risultato è disponibile online, sul suo blog... un bel audioracconto, ben costruito e narrato, con i tempi giusti, le pause, i toni... intrigante e coinvolgente. Non avrei mai potuto immaginarlo letto meglio di così. Quando l'ho ascoltato... son rimasto basito, emozionato. Veramente contento.

E per questo eccomi qui, a segnalarvelo e, soprattutto, a invitarvi a registrare il blog-podcast tra i vostri preferiti per ascoltare gli altri racconti che Luigi vi proporrà. E' veramente un bravo interprete.

Dura una decina di minuti... da ascoltare... lo ribadisco... qui.

Grazie a Luigi Salerno. L'ho ringraziato in privato ma, anche qui vorrei ringraziarlo... perché è veramente bravo.




sabato 7 novembre 2009

Il Libro delle Risposte

Premetto che non possiedo questo libro. E' un libro che non ha trama o, meglio, che può avere innumerevoli trame. Si tratta di un libro molto particolare. Ogni pagina ha una sola frase. Una risposta. La domanda dovete porla voi e, può essere riguardante un qualsiasi argomento.

Ma, come funziona?

Dunque. Bisogna prendere in mano il libro. Prenderlo con entrambe le mani e concentrarsi sull'argomento di cui si necessitano chiarimenti. Bisogna focalizzare una domanda precisa. Accarezzare le pagine delicatamente. Pensare attentamente alla domanda. Attendere tutto il tempo necessario e, solo quando si è sicuri di essere pronti, aprire casualmente il libro. Sulla pagina che avremo di fronte apparirà la risposta che tanto attendavamo. E la risposta sarà quella giusta!

Questo libro mi ha sempre incuriosito. Non al punto da spendere i diciassette euro necessari ad impadronirsene ma, abbastanza da andare a consultarlo quando gironzolo per le librerie. E' un momento ludico interessante. Lo prendo, lo accarezzo, penso alla domanda e poi lo consulto.
Mi è capitato proprio ultimamente. Questo è un periodo in cui mi pongo molti dubbi, sia dal punto di vista narrativo, sia dal punto di vista personale. E così ho voluto, per gioco, consultarlo.

Ho seguito le regole attentamente: ho pensato profondamente al soggetto del mio quesito; ho accarezzato le pagine; ho focalizzato la domanda e ho aperto il libro.
La risposta che ho trovato è stata: Non ti arrendere. Otterrai ciò che desideri (n.d.r. più o meno, non ricordo le parole esatte).

Voi non ci crederete ma, pur essendo cosciente che si trattava solo di un gioco, quelle parole mi hanno rifrancato. Per questo, oggi, ho voluto parlare di questo libro.




venerdì 6 novembre 2009

Halloween

Novembre ha avuto inizio da pochi giorni e già si respira il profumo dell'imminente inverno. Ma se ci guardiamo alle spalle, non è da molti giorni che halloween ha abbandonato il nostro cammino.
Come ben sapete, sulle streghe, sui celti, sui miti di questa giornata particolare è stato scritto di tutto e di più. Io stesso ho ambientato un romanzo in questa giornata e... di conseguenza, potrebbe parvi una idea piuttosto banale il tentare di proporvi di scrivere qualcosa di nuovo su questo evento.

Eppure lo faccio ugualmente.

Perché? Perché la sfida nasce proprio dal fatto di cercare qualcosa di nuovo. La creatività è una essenza impalpabile e, se probabilmente vi risulterà banale scrivere qualcosa sulla notte delle streghe, allora potrebbe diventare intrigante scoprire nuovi percorsi o punti di vista alternativi.
Probabilmente è un lavoro molto più difficile di quelli proposti nei mesi scorsi ma, sono pure convinto che possa dare risultati interessanti.

Butto lì un esempio. Quanti racconti dedicati ad Halloween sono ambientati in un futuro remoto?

Io non ne ho letto proprio nessuno. Ecco quindi un buon suggerimento... ma non deve essere colto per forza. Vorrei però che cercaste di valicare quanto già è stato proposto e di trovare nuove vie... o nuovi modi per rappresentare quanto già detto. Insomma... come scrivo sempre, siate originali.



Le Regole:
  • Non si vince niente e neppure pretendo di doverli leggere tutti io.
  • L'iniziativa è rivolta a voi e, se volete aderire, è sufficiente che scriviate il racconto, lo pubblichiate sul vostro blog (o sito, o forum... dove volete!), e scriviate il link nei commenti di questo post (solo il link... non tutto il racconto, per favore!).
  • Chi vorrà leggere il vostro intervento potrà farlo semplicemente con un click. Ciò consentirà ai lettori curiosi, agli scrittori emergenti curiosi, a tutti quanti che son curiosi... di andare a leggere, commentare, lasciare un giudizio e ammirare la vostra bravura.
  • Non ci sono limiti di tempo. Questa è una occasione per scrivere qualcosa di diverso. Io proporrò temi differenti saltuariamente ma a nessuno sarà negato di poter linkare un racconto dedicato ad un vecchio tema e, ovviamente, a nessuno sarà negata la possibilità di leggere i vecchi racconti.


giovedì 5 novembre 2009

Basta che Funzioni

Boris Yellnikoff è sicuramente un prodotto della mente di Woody Allen. I dialoghi e gli atteggiamenti sono tipici della personalità disturbata tanto amata dal regista/attore che in Europa spopola ormai da decenni.

Basta che funzioni racconta le vicende di un uomo avanti con gli anni (Boris) la cui vita viene travolta da una giovane ragazzina del sud (Melodie). Se Boris possiede un IQ di 200, Melodie a malapena è in grado di intendere e di volere. Ma il rapporto tra i due cresce profondamente e a tal punto da travolgere la vita anche dei genitori di lei, costretti ad una esistenza ammanettata da regimi civili e consuetudini della vita americana borghese. E così tutto muta ed evolve in modo inimmaginabile sino a raggiungere la perfezione. Certo, nulla di "normale" apparirà ai nostri occhi ma, come dice Boris, nella vita non bisogna cercare la perfezione assoluta, bisogna prendere ciò che viene e... basta che funzioni!

Ciò che ho apprezzato di questa commedia, che per certi versi è tutt'altro che originale, sono i dialoghi. Il contrasto tra l'eloquenza pessimistica del quasi Premio Nobel per la fisica e l'estrema semplicità e innocenza della ragazzina cresciuta sotto dettami religiosi rigidissimi. Surreali i dialoghi con gli amici, le confessioni rivolte al pubblico del cinema, la durezza verso i bambini che vogliono imparare a giocare a scacchi e... le perle di saggezza nascoste qua e là.
Si tratta di un prodotto di un Allen alla vecchia maniera. In Boris si rivede il Woody di Harry a Pezzi, di Mariti e Mogli e perché no... anche di Tutti dicono I love you. Niente di originale, quindi, ma comunque un lavoro che cattura e ipnotizza, che fa riflettere, che insegna anche a stare al mondo. E se dopo aver visto il film, la sera prima di andare a letto, mentre vi laverete le mani, canterete "Tanti auguri a te", non sorprendetevi più di tanto. A me è capitato!




Pray Alone

Si tratta di un cortometraggio d'azione in cui si intrecciano mistero, effetti speciali e... un briciolo di fantascienza. Mi ha colpito per la qualità con cui è stato realizzato. Non è roba amatoriale. Bianchi e nero ben inframmezzati con immagini color seppia. Tanta computer grafica ben integrata con le ambientazioni reali. Due personaggi chiave, un "agente investigativo" e un "criminale". Un interrogatorio, delle foto che ritraggono il criminale che complotta con un uomo di spalle. La domanda è: Chi è l'uomo di spalle? Perché un altro criminale sta fuggendo sull'autostrada? Ma siamo proprio sicuri che stia fuggendo? E chi è costui? Il tempo è poco. Una grave minaccia incombe sulla città. Dieci minuti... e il conto alla rovescia è appena cominciato.

Il cortometraggio dura un quarto d'ora e incolla allo schermo. Il finale è a sorpresa ed è lì che compare quel briciolo di fantascienza che mi piace tanto. Ci sono delle assurdità... ahimé... a cui la computer grafica ci ha un po' abituato. Basti pensare che nel corto ci sono due Harrier in volo all'interno del tunnel della metropolitana... ma va bé! E' un film d'intrattenimento e non si può pretendere che si rispettino le leggi della fisica troppo fedelmente... non è vero?
E' comunque ben recitato e, come ho già detto, incuriosisce. Si pretende di scoprire dove vuole andare a parare...







mercoledì 4 novembre 2009

Parola di Giobbe

L'ho letto un bel po' di tempo fa. Erano i primi anni novanta. Ricordo ancora quel pomeriggio come fosse oggi. Fuori era brutto. Mi ero sdraiato sul divano in sala, avevo aperto il piccolo libricino di Giobbe Covatta e, dopo pochi minuti, cominciai a ridere a perdifiato.
Lo finii in un'oretta abbondante. Non riuscivo a smettere di ridere. Era... così perfetto in ogni suo dettaglio.

Ecco, questo è un libro che rileggerei volentieri. Un'ora di allegria allo stato puro, di viscerale ilarità inarrestabile.

Partendo da Caino e Abele, riflettendo su quando fu creato Andreotti, ripercorrendo la vita di Gesù... dalla Genesi, ad Abramo, all'arca di Noé, sino a Mosé e alla sua lotta per liberare gli schiavi nel regno d'Egitto. La storia, la religione, la leggerezza, la spensieratezza. Mai volgare, mai eccessivo, sempre sottile e divertente.

Parola di Giobbe dovrebbe essere presente in ogni casa; come il prezzemolo, sta bene dappertutto. Non è difatti un caso che, tra il 1991 ed il 1995 il libro sia stato ristampato in trentuno edizioni.